LA VISITA DERMATOLOGICA

La Dermatologia è la branca specialistica della medicina che si occupa della cute (pelle) e dei suoi annessi (capelli ed unghie), sia negli aspetti scientifici che in quelli medici (diagnosi, prevenzione e cura delle malattie).
Pur variando a seconda dell’età, del sesso e della taglia, la pelle è l’organo più sottile (0,5-4 mm di spessore), più pesante (fra 8-10 kg) e più esteso (circa 2 m2 di superficie) del corpo umano.
La cute detiene anche il primato di essere l’organo umano che annovera il maggior numero di malattie: se ne contano diverse centinaia e con le varianti si supera il migliaio.

Data la sua enorme estensione non di rado il Paziente può risultare affetto allo stesso tempo da due o più malattie, non necessariamente correlate tra loro.
A complicare le cose va aggiunto che molte patologie di pertinenza dermatologica sono molto simili fra loro e possono essere facilmente confuse o mal interpretate così come una stessa malattia nel corso del tempo può presentare manifestazioni cutanee evolutive molto differenti da quelle che le hanno precedute.

Mentre in altre branche specialistiche si sta affermando sempre più la cosiddetta “tele-medicina” dove il Medico con la semplice consultazione di referti laboratoristici o strumentali riesce a diagnosticare correttamente una malattia “a distanza”, nella maggior parte delle casistiche dermatologiche la diagnosi è clinica, possibile cioè solo dopo aver esaminato attentamente la pelle del Paziente in sua presenza (in ambulatorio). Le fotografie, seppur scattate a fuoco, con corretta esposizione e con buona illuminazione (impresa non facile…), non forniscono informazioni sul grado di infiltrazione cutanea, sulla terza dimensione volumetrica, sulle sfumature di colore (spesso determinanti per la corretta interpretazione) e soprattutto non possono mai essere rappresentative dell’insieme.

Gli esami (sangue, urine, ecografie, lastre, etc…), nei limiti di norma od alterati che siano, purtroppo nella maggior parte dei casi non ci aiutano un granché nella comprensione di una malattia che origina nella pelle.
La diagnosi dermatologica, come già detto, è sostanzialmente clinica; lo Specialista molto spesso è costretto a ricercare in altre sedi cutanee degli indizi che possano illuminare la diagnosi corretta a scapito di quella più banale (spesso errata) suggerita da una visione frettolosa di una sola lesione.

Ad onore del vero bisogna ammettere che si potrebbero presentare anche delle situazioni nelle quali un approfondito esame clinico condotto sul Paziente non sia sufficiente per decifrare al meglio la patologia. A seconda dei casi per confermare un sospetto diagnostico si potrebbero rendere necessari una biopsia cutanea per esame istologico (forse l’esame più importante per il dermatologo!), un esame colturale, i test allergologici ed alcuni esami ematici specialistici.

Un discorso a parte merita la valutazione dei nevi e delle varie neoformazioni cutanee per la diagnosi precoce del cancro della pelle. L’obbiettivo della visita è ovviamente quello di identificare tra tutte le neoformazioni presenti sull’ambito cutaneo – se c’è – quella maligna, scoprendola in uno stadio iniziale o comunque in una fase nella quale non sia ancora messa a rischio la vita del Paziente. Per effettuare al meglio visite di prevenzione oncologica il Dermatologo non può più confidare solo nell’aiuto del suo occhio o della lente di ingrandimento ma dovrebbe servirsi di strumenti tecnologicamente evoluti come il dermoscopio o meglio ancora il videodermatoscopio, che garantisce un più elevato potere di ingrandimento e di risoluzione.
Ma in tutti i rimanenti casi il Dermatologo, invidiando un po’ i Colleghi di altre specialità ai quali la scienza moderna ha consegnato negli ultimi decenni mezzi diagnostici efficaci e sicuri, non può che affidarsi agli unici tre strumenti di lavoro che per millenni ha avuto a disposizione: il bagaglio culturale (il sapere), l’esperienza e l’intuizione.

La Dermatologia si occupa delle patologie della pelle a carattere infiammatorio, infettivo, autoimmunitario, oncologico ed estetico, alcune delle quali strettamente correlate tra loro. Esse devono essere riconosciute, inquadrate e gestite correttamente, eventualmente a livello multidisciplinare laddove vi sia il coinvolgimento di altri organi e apparati.